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	<title>InovaBlog &#187; Ricerche e Dati</title>
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		<title>La ripresa economica riparte dell’IT?</title>
		<link>http://blog.inovaos.it/2011/02/la-ripresa-economica-riparte-dell%e2%80%99it.html</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 10:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Armenio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa economica]]></category>

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		<description><![CDATA[L’annuale rapporto Idc, prevede un 2011 in cui cloud computing, mobilità e social business porteranno una significativa impennata all’industria dell’IT con un importante impatto sull’intero sistema economico.
Secondo le previsioni si registrerà un’adozione di massa dei dispositivi mobili, così come di tutti quegli strumenti di business che si appoggiano ai social network, con un significativo cambiamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’annuale rapporto Idc, prevede un 2011 in cui cloud computing, mobilità e social business porteranno<strong> una significativa impennata all’industria dell’IT con un importante impatto sull’intero sistema economico.</strong></p>
<p>Secondo le previsioni si registrerà un’adozione di massa dei dispositivi mobili, così come di tutti quegli strumenti di business che si appoggiano ai social network, con un significativo cambiamento dello scenario tecnologico.</p>
<p>Tutto questo alla luce della recente crisi economica è alquanto confortante. Lo studio rileva che nel 2011 la spesa informatica dovrebbe crescere del 5,7% per un <strong>giro d’affari globale di 1.600 miliardi di dollari</strong> e, sarà l’hardware a trainare la crescita con un balzo in avanti del 7, 8%.</p>
<p>Le prime conseguenze di questi cambiamenti vedranno protagonisti <strong>i personal computers che saranno soppiantati dai</strong> <strong>device mobili internet mobile con avanzate capacità di computing</strong>. Resta un dubbio sulle pubblic clouds (le piattaforme di Amazon, Google e altri provider) a causa della recente diatriba tra Amazon e Wikileaks, secondo il fornitore quest’ultimo avrebbe violato i termini e le condizioni del contratto e, se si riuscissero a provare le accuse potrebbero esserci serie conseguenze per il cloud computing.<br />
Il fornitore ha tagliato i servizi cloud, rendendo il cliente inaccessibile su Internet e adesso molti potenziali clienti si chiedono se possono permettersi di mettere le loro infrastrutture nelle mani di un terzo e, se questi può permettersi di decidere cosa e legale e cosa non lo è.<br />
Secondo Idc proprio <strong>le pubblic clouds saranno le tecnologie dominanti dei prossimi 20 anni</strong> ed in ragione di ciò si prevedono forti investimenti, con la speranza che sia sempre garantita la business continuity in un regime di libero mercato.</p>
<p><strong>In crescita costante anche la vendita di smartphone e media tablet con un sostanziale aumento delle applicazioni che saranno scaricate da telefonini e tavolette touch screen.</strong></p>
<p>In ultimo si stima una notevole crescita dei social networking in azienda, primi fra tutti Facebook e Twitter.</p>
<p>A questo punto <strong>c’è ben da sperare che la ripresa della nostra economia possa avvenire attraverso l’information&amp;tecnology</strong> e noi di <span style="color: #ff6600;"><strong>Inova</strong></span> che rappresentiamo al momento ancora una piccola realtà possiamo già confermare questo dato: il nostro 2011 comincia con 5 nuove assunzioni nell’IT ed investimenti in nuove tecnologie.</p>
<p>Sembra un buon inizio, non vi pare?
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			</a>
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		<title>L&#8217;Italia perde 3 posti nella classifica ICT del World Economic Forum</title>
		<link>http://blog.inovaos.it/2010/03/litalia-perde-3-posti-nella-classifica-ict-del-wef.html</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 14:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dopo  essere stata dichiarata fanalino di coda tra i paesi del G7 per ICT  e  comunicazioni (Connectivity Scorecard 2009), e dopo aver visto aumentare  il gap tra PIL (-5%) e  investimenti IT  (-8,1%) (Rapporto Assinform),  l&#8217;Italia perde tre posizioni (scende dal 45° al 48° posto) nell&#8217;ultima classifica del Global [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/ICT_World_Economic_Forum.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-177" title="ICT_World_Economic_Forum" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/ICT_World_Economic_Forum.jpg" alt="" width="480" height="200" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Dopo  essere stata dichiarata </span><a title="Italia ultima dei G7 per ICT e  comunicazioni" href="http://blog.inovaos.it/2010/02/italia-ultima-dei-g7-per-ict-e-comunicazioni.html" target="_blank"><strong>fanalino di coda</strong></a> tra i paesi del G7 per <strong>ICT  e  comunicazioni</strong> (Connectivity Scorecard 2009), e dopo aver visto <a title="Assinform: 2009 annus horribilis per il mercato  ICT" href="http://blog.inovaos.it/2010/03/assinform-2009-annus-horribilis-per-il-mercato-ict.html" target="_blank"><strong>aumentare  il</strong> <strong>gap</strong></a> tra PIL (-5%) e  investimenti IT  (-8,1%) (Rapporto Assinform),  <span style="color: #000000;">l&#8217;Italia perde tre posizioni (scende dal 45° al 48° posto) nell&#8217;ultima classifica del<strong><em> Global  Information Technology Report </em></strong>stilata dal <a title="World Economic Forum" href="http://www.weforum.org/en/initiatives/gcp/Global%20Information%20Technology%20Report/index.htm" target="_blank">World Economic Forum</a>.</span></p>
<p>Il report, che alla sua nona edizione ha interessato <strong>133 paesi</strong>, ha permesso di valutare l’impatto dell’ICT (Information and Communication Technology)  sui processi di sviluppo dei vari stati.</p>
<p><span style="color: #000000;">In cima alla graduatoria per il <strong>biennio 2009-2010</strong> si trova la  <strong>Svezia</strong>, seguita da Singapore e Danimarca (prima l&#8217;anno scorso).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;Italia è <strong> preceduta da tutte le maggiori potenze economiche</strong>, dagli Usa al  Giappone alla Cina, ma anche da Paesi quali Malaysia, Tunisia e  Montenegro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il 2009 <em>&#8220;Hannus Orribilis per l&#8217;ICT Mondiale&#8221;</em> è alle spalle. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ci riprenderemo?<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span>
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		<title>Open Camera: tutte le spese della Camera in formato Xml</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 10:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[OpenData]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sono stati resi noti ieri i dati sulle collaborazioni e le consulenze della Camera dei Deputati vigenti al 1° gennaio   2010, e l&#8217;elenco delle ditte con le quali sono  in corso contratti di lavori, forniture e servizi,   ottenuti (non senza sforzi e anche grazie alla collaborazione del Presidente della Camera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/open_camera1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-171" title="open_camera" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/open_camera1.jpg" alt="" width="480" height="200" /></a></p>
<p>Sono stati resi noti ieri i dati sulle <strong>collaborazioni e le consulenze della Camera dei Deputati</strong> vigenti al 1° gennaio   2010, e l&#8217;elenco delle ditte con le quali sono  in corso contratti di lavori, forniture e servizi,   ottenuti (non senza sforzi e anche grazie alla collaborazione del Presidente della Camera Gianfranco Fini)  da <a href="http://parlamento.openpolis.it/parlamentare/332680" target="_blank">Rita Bernardini</a>, parlamentare radicale eletta nelle    liste del Pd.</p>
<p>I dati sono stati consegnati in forma cartacea, ma i Radicali li hanno  digitalizzati e <strong>messi a disposizione in formato aperto</strong>. Quindi il file  si può scaricare in formato XML e CSV, elaborarlo e mixarlo con altri  dati.</p>
<p>L&#8217;iniziativa (denominata <strong><a href="http://servizi.radicalparty.org/freshinstall/cameraspese/tutte">Open  Camera</a></strong>) si basa sul principio dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_Data">Open Data</a> già applicato con successo negli Stati Uniti e nel Regno Unito.</p>
<p>Peccato che a essere stato applicato è il<strong> concetto</strong> (perché quanto pubblicato non rispetta in pieno gli standard).</p>
<p>Peccato che ad applicarlo in Italia sia stato <strong>un singolo  partito</strong> (tra l&#8217;altro di  opposizione) e non il Governo.</p>
<p>Resta comunque un<strong> buon primo passo</strong> verso la vera <strong>trasparenza della Pubblica Amministrazione</strong>.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.nicolamattina.it/2010/03/emma-bonino-lancia-open-camera-tutte-le-le-spese-della-camera-in-formato-xml/">Nicola  Mattina</a>
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			</a>
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		</item>
		<item>
		<title>Assinform: 2009 annus horribilis per il mercato ICT</title>
		<link>http://blog.inovaos.it/2010/03/assinform-2009-annus-horribilis-per-il-mercato-ict.html</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Nel 2009, annus horribilis per il mercato mondiale dell&#8217;Ict, l&#8217;Italia ha approfondito il ritardo tecnologico con gli altri paesi registrando una contrazione dell&#8217;IT tra le più consistenti, pari a -8,1%, a fronte di una decrescita media mondiale del settore di &#8211; 5,4%.
Tra i paesi avanzati, il nostro è quello che, nel 2009, ha più aumentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/crisi_ICT_italia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-147" title="crisi_ICT_italia" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/crisi_ICT_italia.jpg" alt="" width="480" height="200" /></a></p>
<p>&#8220;Nel <strong>2009</strong>, <strong>annus horribilis per il mercato mondiale dell&#8217;Ict</strong>, l&#8217;<strong>Italia</strong> ha approfondito il <strong>ritardo tecnologico</strong> con gli altri paesi registrando una contrazione dell&#8217;IT tra le più consistenti, pari a <strong>-8,1%</strong>, a fronte di una decrescita media mondiale del settore di &#8211; 5,4%.</p>
<p>Tra i paesi avanzati, il nostro è quello che, nel 2009, <strong>ha più aumentato il</strong> <strong>gap</strong> tra PIL (-5%) e investimenti IT (-8,1%), rivelando un paese ripiegato su se stesso che, salvo eccezioni, sembra aver perso coraggio, che ha paura di investire e rischiare.</p>
<p>Il disinvestimento italiano in <strong>Information Technology</strong>, pari a 1.657 miliardi di euro, è un segnale allarmante di arretramento del Paese verso assetti strutturali di basso profilo competitivo, che rischiano di condannarci alla stagnazione.</p>
<p>Le istituzioni pubbliche, le imprese, appaiono <strong>intrappolate</strong> da un approccio dal respiro troppo corto, che non riesce a superare l&#8217;orizzonte contingente dell&#8217;emergenza. Sono, infatti, arretrati tutti i parametri del mercato: hardware -14,8%, software &#8211; 3,6%, servizi &#8211; 6,5%; grandi imprese -10,3%, medie &#8211; 7,3%, piccole -8,0%.</p>
<p><strong>L&#8217;innovazione</strong>, strumento indispensabile per lo sviluppo, <strong>sembra sparita dal vocabolario della politica economica</strong> e delle misure anticrisi. Con queste premesse anche <strong>il 2010 sarà un anno molto difficile</strong>. Le nostre stime indicano per il settore un trend negativo di -3,1%, che allargherà la forbice con il Pil (1%)&#8221;.</p>
<p>Non ha usato mezzi termini <strong>Paolo Angelucci</strong>, Presidente di <a title="Assinform" href="http://www.assinform.it/index.htm" target="_blank">Assinform</a>, nel presentare oggi a Milano i dati di anticipazione del <strong>Rapporto Assinform 2010</strong>, che fotografano un settore IT fortemente penalizzato dalla crisi.</p>
<p>Anche per il settore delle <strong>TLC</strong>, il Rapporto Assinform evidenzia una fase di sofferenza, con un calo di mercato di -2,3%. Alcuni baluardi del settore sembrano entrati in crisi di saturazione. In particolare la <strong>telefonia mobile</strong>, comparto che ha trainato l&#8217;ICT per 15 anni, segna per la prima volta trend negativi: scendono il segmento consumer, le linee mobili attive, le Sim, registrando un decremento di -1,5%.</p>
<p>In termini complessivi, <strong>il mercato nazionale dell&#8217;ICT è  calato di &#8211; 4,2%</strong>, scendendo a un valore di 61.771 milioni di euro (nel 2008 era stato di 64.463 milioni di euro), <strong>a fronte del -1,5% registrato a livello mondiale</strong>.</p>
<p>Nessun segmento dell&#8217;It si può considerare al riparo della coda della crisi. Le previsioni indicano una <strong>relativa miglior tenuta del software</strong> (-1,5%) rispetto ai <strong>servizi</strong> (-3,2%), all&#8217;<strong>assistenza tecnica</strong> (- 3,3%). L&#8217;<strong>hardware</strong> dovrebbe limitare la frana (-4,5%), per effetto soprattutto della ripresa del ciclo di sostituzione.</p>
<p>Per uscire dalla crisi e aprire la strada della crescita, l&#8217;Italia non ha scelta, deve <strong>riprendere a investire in Information Technology</strong>.</p>
<p>Lo <strong>capirà</strong> chi deve capirlo?
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			</a>
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		</item>
		<item>
		<title>Donne: il mondo ICT ha bisogno di voi!</title>
		<link>http://blog.inovaos.it/2010/03/donne-il-mondo-ict-ha-bisogno-di-voi.html</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>
		<category><![CDATA[Various]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oggi è l&#8217;8 Marzo.
Molti (e molte) la chiamano &#8220;Festa della Donna&#8221;.
In realtà oggi è la Giornata Internazionale della Donna: una giornata commemorativa che intende ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.
Nel corso degli anni la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/donne_ict.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-143" title="donne_ict" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/donne_ict.jpg" alt="" width="480" height="200" /></a></p>
<p>Oggi è l&#8217;<strong>8 Marzo</strong>.</p>
<p>Molti (e molte) la chiamano <strong><em>&#8220;Festa della Donna&#8221;</em></strong>.</p>
<p>In realtà oggi è la <a title="Giornata Internazionale delle Donna - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_Internazionale_della_Donna" target="_blank"><strong>Giornata Internazionale della Donna</strong></a>: una <strong>giornata commemorativa</strong> che intende ricordare sia le <strong>conquiste</strong> sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le <strong>discriminazioni</strong> e le<strong> violenze</strong> cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.</p>
<p>Nel corso degli anni la ricorrenza sta perdendo in molti paesi l&#8217;originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione di <strong>mero carattere commerciale</strong>.</p>
<p>E questo è <strong>molto triste</strong>.</p>
<p>Piuttosto che la <em>festa delle mimose</em>, dei <em>party sfrenati per sole donne</em> e dell&#8217;<em>esaltazione della superficialità</em>, questa giornata dovrebbe essere <strong>occasione di riflessione</strong> sul <strong>ruolo della donna</strong> nella nostra società.</p>
<p>Ci sembra giusto quindi fare il <strong>punto della situazione</strong> sul rapporto tra il <strong>mondo dell&#8217;ICT</strong> e l&#8217;<strong>universo femminile</strong>, sulla parità tra uomo e donna e sulle <strong>pari opportunità</strong> che il mondo occupazionale concede o non concede.</p>
<p>In linea generale, secondo l&#8217;<a title="More women choosing to work, but gender equality remains a long way off" href="http://www.ilo.org/global/About_the_ILO/Media_and_public_information/Press_releases/lang--en/WCMS_123827/index.htm" target="_blank">ultimissimo rapporto dell’<strong>Organizzazione Internazionale del Lavoro</strong></a>, sempre più donne scelgono di lavorare, ma <strong>l’uguaglianza di genere</strong> risulta essere ancora lontana.</p>
<p>Se si scende sello specifico del <strong>mondo ICT</strong>, si evidenzia che la <strong>disparità di genere</strong> nelle professioni legate al mondo delle nuove tecnologie è <strong>ancora più accentuata</strong>.</p>
<p>Secondo dati della Commissione Europea attualmente il <strong>settore ICT</strong> vede <strong>12 milioni di posti di lavoro</strong> e conta per il 6% del PIL dell&#8217;Unione Europea. Le <strong>donne sono largamente sotto-rappresentate</strong>: nel 2004 <strong>meno del 25%</strong> dei laureati in informatica dell&#8217;Europa a 27 era donna; le professioniste in ambito informatico sono il <strong>27,8%</strong> del totale e fra gli ingegneri progettisti informatici si conta solamente un <strong>9,6%</strong> di donne. A livello accademico, <strong>appena il 5,8%</strong> delle posizioni di livello senior è ricoperto da persone di sesso femminile.</p>
<p><strong>Perchè?</strong></p>
<p>Una ricerca commissionata da Cisco a EUN Schoolnet, che ha coinvolto studenti di scuola secondaria superiore, insegnanti e genitori di entrambi i sessi in <strong>Italia</strong>, Francia, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito, ha evidenziato una sostanziale parità di attitudini e interesse per l&#8217;informatica fra i ragazzi e le ragazze. <strong></strong></p>
<p><strong>Il 50% delle ragazze che dichiara di essere interessata all&#8217;ICT non prosegue gli studi nel settore</strong>; non basta, quindi, amare l&#8217;informatica per decidere di dedicarsi ad essa nella vita.</p>
<p>La cosa che fa più riflettere è che il fattore che demotiva le studentesse è la <strong>convinzione che l&#8217;ambito ICT sia &#8220;di per sé più adatto agli uomini&#8221;</strong>.</p>
<p><em>&#8220;La competitività dell&#8217;Europa dipende dalla capacità di attrarre e trattenere lavoratori specializzati, specialmente nel settore Hi-Tech: ma <strong>solo un esperto di informatica su 5 è donna</strong>&#8220;</em> ha dichiarato <strong>Viviane Reding</strong>, Commissario dell&#8217;Unione Europea per l&#8217;Information Society e i Media, <em>&#8220;L&#8217;Europa ha bisogno di più &#8220;cyberellas&#8221;: <strong>donne</strong> dotate delle competenze digitali del futuro, che sono <strong>essenziali per assicurare al continente un ruolo importante nel settore ICT di domani</strong>. Per liberare questo fiume di talento si deve dare particolare attenzione alle modalità per incentivare la partecipazione delle donne nel settore&#8221;.</em></p>
<p>La scarsità di donne che entrano nell&#8217;ICT è una <strong>perdita di talenti per le imprese</strong> e uno<strong> spreco di opportunità</strong> di entrare nel mercato del lavoro<strong> per le donne</strong>.</p>
<p>Il nostro augurio, invece della stereotipata mimosa, è che <strong>sempre di più il mondo ICT si tinga di rosa</strong>.</p>
<p><strong>AUGURI!</strong>
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		<title>Mobile VoIP: nel 2013 lo useranno 288 milioni di persone!</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 12:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>
		<category><![CDATA[VoIP]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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Secondo In-Stat, compagnia statunitense che si occupa di ricerche di mercato, entro il 2013 il numero di utenti che utilizzano il VoIP per comunicare sfiorerà la soglia dei 300 milioni!
Per la precisione saranno 288 milioni di cui oltre la metà accederà al VoIP attraverso un provider online, un terzo utilizzerà connessioni 3G fornite dal proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/mobilevoip.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-139" title="mobilevoip" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/mobilevoip.jpg" alt="" width="480" height="200" /></a></p>
<p>Secondo <a title="Number of Mobile VoIP Users Will Approach 300 Million by 2013" href="http://www.in-stat.com/press.asp?ID=2747" target="_blank"><strong>In-Stat</strong></a>, compagnia statunitense che si occupa di ricerche di mercato, entro il <strong>2013</strong> il numero di utenti che utilizzano il <a title="Sistemi di comunicazione VoIP" href="http://www.inovaos.it/offerta/sistemi-di-comunicazione/" target="_blank"><strong>VoIP</strong> per comunicare</a> sfiorerà la soglia dei <strong>300 milioni</strong>!</p>
<p>Per la precisione saranno <strong>288 milioni</strong> di cui oltre la metà accederà al VoIP attraverso un <strong>provider online</strong>, un terzo utilizzerà <strong>connessioni 3G</strong> fornite dal proprio operatore mobile, mentre una percentuale minore si avvarrà di <strong>connessioni WiMAX</strong>.</p>
<p>Geograficamente l&#8217;area trainante per questa crescita sarà l&#8217;<strong>Asia</strong>, soprattutto attraverso la diffusione di servizi di online mobile VoIP.</p>
<p>&#8220;Le future opportunità per il mobile VoIP sono <strong>strettamente collegate</strong> al successo crescente dei telefoni dual-mode e degli altri dispositivi Wi-Fi&#8221; &#8211; dice <strong>Frank Dickson</strong>, l&#8217;analista di In-Stat &#8211; &#8220;tuttavia il Mobile VoIP rappresenta ancora una <strong>minaccia diretta per i profitti</strong> delle compagnie telefoniche e gli operatori stanno pensando a come equilibrare opportunità e minacce.&#8221;</p>
<p>In <strong>Europa</strong> questa situazione di &#8220;irrigidimento&#8221; e di &#8220;protezionismo&#8221; è ancora più sentita, ma <strong>numeri da capogiro</strong> come quelli presentati da questa ricerca, confermano la <strong>bontà della tecnologia VoIP</strong> e condannano le vecchie linee tradizionali ad un declino sempre più veloce.</p>
<p>Sempre più <strong>privati</strong> e<strong> aziende</strong> comprendono i <strong>vantaggi</strong> (in termini di <em>risparmio economico</em>,<em> facilità di utilizzo</em> e possibilità di <em>personalizzazione</em>) dell&#8217;utilizzo del <strong>VoIP</strong> per le proprie comunicazioni.</p>
<p>E le società di telecomunicazione <strong>dovranno farsene una ragione</strong>.
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		<title>OpenToChoice.org: la scelta del browser conta</title>
		<link>http://blog.inovaos.it/2010/03/opentochoice-org-la-scelta-del-browser-conta.html</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 09:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>
		<category><![CDATA[Various]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il browser web è il più importante strumento di gestione della tua vita online, ma milioni di europei non sono a conoscenza di avere la possibilità di scegliere quello che preferiscono.
Per questo la scorsa settimana Mozilla ha lanciato la campagna Open to Choice, che mira a sensibilizzare gli utenti web in Europa sull’importanza di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/browserchoice.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-134" title="browserchoice" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/browserchoice.jpg" alt="" width="480" height="200" /></a></p>
<p>Il browser web è il <strong>più importante strumento di gestione</strong> della tua vita online, ma milioni di europei non sono a conoscenza di avere la possibilità di scegliere quello che preferiscono.</p>
<p>Per questo la scorsa settimana <strong>Mozilla</strong> ha lanciato la campagna <a title="Open To Choice" href="http://opentochoice.org/it/" target="_blank">Open to Choice</a>, che mira a <strong>sensibilizzare gli utenti web in Europa</strong> sull’importanza di una <strong>scelta consapevole</strong> durante la selezione del software e dei servizi utilizzati per accedere a Internet.</p>
<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/opentochoice.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-135" title="opentochoice" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/03/opentochoice.jpg" alt="" width="480" height="290" /></a></p>
<p><strong>“Open to Choice”</strong> inizia con una <a title="La scelta del browser conta" href="http://opentochoice.org/it/2010/02/la-scelta-del-browser-conta/" target="_blank">lettera aperta scritta dal direttore e dalla presidente di Mozilla John Lilly e Mitchell Baker</a>, i quali si riferiscono allo storico accordo, stipulato tra Commissione Europea e Microsoft, sulla schermata di scelta del browser definendolo “… un’<strong>importante pietra miliare</strong> nel percorso di sensibilizzazione di un numero sempre maggiore di persone sull’importanza di <strong>assumere il controllo della propria vita online</strong>”.</p>
<p>Nel <strong>Dicembre 2009</strong>, infatti, Microsoft ha raggiunto un <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/09/1941&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=EN&amp;guiLanguage=en">accordo con la Commissione Europea</a> riguardo alla concorrenza nel mercato dei browser web. Come parte dell’accordo, Microsoft ha annunciato una <strong>‘schermata di scelta del browser’</strong> per tutti gli utenti Windows in Europa che utilizzano Internet Explorer come browser predefinito. Tale schermata permette agli utenti di continuare a utilizzare il proprio browser predefinito, oppure di <strong>scegliere tra un certo numero di alternative</strong>.</p>
<p>Peccato che secondo un sondaggio di <a href="http://www.ipsos-mori.com/">Ipsos MORI</a> condotto in sei paesi (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Polonia e Spagna), quasi <strong>tre quarti degli utenti di Internet</strong> in questi Paesi (tra il 70 e l’81%) <strong>non è assolutamente informato sul prossimo arrivo della schermata</strong> di scelta del browser.</p>
<p>Nelle prossime settimane <a href="http://www.opentochoice.org/">Opentochoice.org</a> continuerà a fornire ulteriori informazioni sui fondamenti dei browser, e diventerà un <strong>centro di discussione</strong> sull’importanza della scelta sul web.</p>
<p><strong>Stay tuned!</strong>
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		<title>Location Intelligence: una tesi di laurea targata Inova</title>
		<link>http://blog.inovaos.it/2010/02/location-intelligence-una-tesi-di-laurea-targata-inova.html</link>
		<comments>http://blog.inovaos.it/2010/02/location-intelligence-una-tesi-di-laurea-targata-inova.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[GeoSpatial]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Inova]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Location Intelligence]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il 2 Febbraio 2010 alla Seconda Università degli Studi di Napoli è stata discussa una tesi di laurea &#8220;targata&#8221; Inova sulla Location Intelligence.
A laurearsi è stato, infatti, Giovanni Onofri con relatore il Ch.mo Prof. Salvatore Venticinque e correlatori i &#8220;nostri&#8221; Ing. Carmelo Mirabile (Co-fondatore e Direttore IT di Inova) e Ing. Fabio D&#8217;Ovidio (Responsabile Area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/02/Tesi_Location_Intelligence.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-111" title="Tesi_Location_Intelligence" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/02/Tesi_Location_Intelligence.jpg" alt="" width="480" height="200" /></a></p>
<p>Il 2 Febbraio 2010 alla <strong>Seconda Università degli Studi di Napoli</strong> è stata discussa una tesi di laurea &#8220;targata&#8221; <strong>Inova </strong>sulla <strong>Location Intelligence</strong>.</p>
<p>A laurearsi è stato, infatti, <strong>Giovanni Onofri</strong> con relatore il <strong>Ch.mo Prof. Salvatore Venticinque</strong> e correlatori i &#8220;nostri&#8221; <strong>Ing. Carmelo Mirabile</strong> (Co-fondatore e Direttore IT di Inova) e <strong>Ing. Fabio D&#8217;Ovidio </strong>(Responsabile Area <a title="Soluzioni Geospaziali | Inova S.p.A." href="http://www.inovaos.it/offerta/soluzioni-geospaziali/" target="_blank">Location Intelligence</a> di Inova).</p>
<p>Giovanni ha conosciuto <a title="Inova Spa | Information Technology per Pubbliche Amministrazioni e Imprese" href="http://www.inovaos.it/" target="_blank"><strong>Inova</strong></a> per le nostre collaborazioni con l’università e ha partecipato al<strong> <a title="Google Summer of Code" href="http://code.google.com/intl/it-IT/soc/" target="_blank">Google Summer of Code 2009</a></strong> presentando un’idea relativa ad un progetto da noi proposto.</p>
<p>La sua tesi, <em>&#8220;Estrazione e Visualizzazione di informazioni georeferenziate in piattaforme di Business Intelligence&#8221;</em>, costituisce un <strong>riferimento importante</strong> per il<strong> settore GeoSpatial</strong> e per questo vogliamo valorizzarla.</p>
<p>Ecco le<strong> slide</strong> preparate da Giovanni per la discussione:</p>
<div id="__ss_3272810" style="width: 425px; text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=tesionofri-100225080015-phpapp01&amp;stripped_title=estrazione-e-visualizzazione-di-informazioni-georeferenziate-in-piattaforme-di-business-intelligence" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=tesionofri-100225080015-phpapp01&amp;stripped_title=estrazione-e-visualizzazione-di-informazioni-georeferenziate-in-piattaforme-di-business-intelligence" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Abbiamo rivolto a Giovanni una <strong>breve intervista</strong> per capire di più della sua tesi e della sua esperienza con <strong>Inova.</strong></p>
<p><strong><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/02/Giovanni_Onofri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-112" title="Giovanni_Onofri" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/02/Giovanni_Onofri.jpg" alt="" width="480" height="286" /></a></strong></p>
<p><em><strong>Ciao Giovanni e grazie per essere qui con noi. Vuoi presentarti ai nostri lettori?</strong></em></p>
<p>Salve a tutti. Mi chiamo <strong>Giovanni Onofri</strong>, ho 26 anni e vivo in provincia di Napoli. Mi sono laureato da poco in <strong>Ingegneria Informatica</strong> presso la <strong>Seconda Università degli Studi di Napoli</strong> con una tesi sull’estrazione e l’analisi di dati georeferenziati in piattaforme di Business Intelligence.</p>
<p><em><strong>Che rapporti hai con Inova S.p.A.?</strong></em></p>
<p>Ho conosciuto Inova per le sue collaborazioni con l’università e ho partecipato al <strong>Google Summer of Code 2009 </strong>presentando un’idea relativa al progetto da loro proposto.</p>
<p>Nel periodo precedente la partenza del progetto, mi hanno formato per consentirmi di partecipare a questo programma con il bagaglio di informazioni necessario per svolgere il lavoro in questione, e<strong> mi hanno seguito per tutta la durata dell’evento</strong>, sostenendomi e consigliandomi al meglio.</p>
<p><em><strong>La Business Intelligence e l’integrazione con i Sistemi Informativi Territoriali (GIS) sono temi dibattuti all’Università? </strong><strong>Sei il primo a laurearti su tale argomento o fai parte di un gruppo più ampio?</strong></em></p>
<p>Purtroppo i piani di studio disponibili per i vari indirizzi universitari non presentano molte possibilità di integrare i corsi “tradizionali” con esperienze formative alternative.</p>
<p>L’unico momento in cui si può uscire dal “guscio” degli esami per affrontare qualche tematica differente è quello della <strong>formazione professionale (il tirocinio) e il lavoro per la tesi</strong>, durante i quali uno studente può ottenere, a meno di altre iniziative personali, un primo approccio con quello che è il mondo “reale” del lavoro e della ricerca.</p>
<p>Io mi ritengo molto fortunato per aver conosciuto <strong>Inova</strong> e per avere avuto la possibilità di partecipare al<strong> Summer of Code</strong>, esperienza che ritengo davvero unica.</p>
<p>Negli ultimi anni molti miei colleghi hanno trattato, nei loro elaborati, i temi della Business Intelligence, ma il mio è stato<strong> il primo a trattare l’integrazione con i GIS</strong>, e i miei relatori si augurano di poter approfondire in futurol’argomento partendo proprio dalla mia tesi.</p>
<p><em><strong>Passiamo alla tua tesi di laurea sulla &#8220;business intelligence&#8221;. Che aspetti hai trattato?</strong></em></p>
<p>Per la mia tesi, sono partito dal lavoro svolto durante il<strong> Summer of Code in Canada</strong>, descrivendo le tecnologie e le tecniche usate per realizzare l’integrazione del <strong>Web GIS Spatialytics</strong> all’interno della piattaforma di <strong>Business Intelligence PentahoBI</strong> ed elaborando un <strong>esempio pratico</strong> basato su un’indagine statistica territoriale per gli esami di stato 2009 nei licei scientifici Italiani.</p>
<p><em><strong>Come definiresti la Business Intelligence?</strong></em></p>
<p>La <strong>Business Intelligence</strong> è un insieme di competenze,processi, tecnologie, applicazioni e pratiche utilizzate per supportare il processo decisionale. In pratica è uno strumento molto potente che permette a chi lo utilizza di sfruttare il patrimonio di informazioni interne ed esterne di un’organizzazione per prendere decisioni aziendali migliori. Per sintetizzare ulteriormente potremmo dire che la BI permette di <strong>trasformare i dati in informazioni</strong>.</p>
<p><em><strong>E i Sistemi Informativi Territoriali (GIS)?</strong></em></p>
<p>I <strong>Sistemi Informativi Territoriali</strong>, si basano sulla fusione di due tecnologie: il disegno industriale computerizzato e i database relazionali. Questa fusione permette di analizzare un’entità geografica, sia per la sua completa natura geometrica e simbolica, sia per il suo contenuto informativo, creando un legame tra l’entità geografica di una carta (città, case, strade…) ad un record di un database che contiene informazioni utili a descrivere l’entità in questione.</p>
<p><em><strong>Come si integrano tra loro?</strong></em></p>
<p>L’analisi dei dati tramite gli strumenti della Business Intelligence, avviene navigando le dimensioni e le misure stabilite. La dimensione spaziale, può spesso risultare molto importante per ottenere le informazioni utili, e la possibilità di avere il supporto di una mappa, può migliorare di molto la qualità dell’analisi stessa.</p>
<p>L’obiettivo di questa integrazione è quello di <strong>creare mappe “parlanti”</strong>, che permettano di visualizzare, su una carta geografica tematizzata, i risultati di analisi OLAP.</p>
<p><em><strong>Per quali tipologie di soggetti hanno più rilevanza queste tematiche?</strong></em></p>
<p>Credo che tra le varie realtà che possano trarre benefici da tale tecnologia, la <strong>pubblica amministrazione</strong> sia quella che potrebbe sfruttarne al meglio le potenzialità, soprattutto nell’ambito del controllo del territorio e della protezione civile. Ovviamente anche le <strong>aziende</strong> potrebbero migliorare i propri processi di Business Intelligence, utilizzando i GIS per potenziare le analisi che presentino dimensioni spaziali.</p>
<p><em><strong>Quali sono i fattori di successo della business intelligence geografica (o Location intelligence)?</strong></em></p>
<p>L’integrazione di queste due tecnologie, più che la creazione di una terza tecnologia, può essere considerata come l’estensione di entrambe. <strong>Tale approccio, ne aumenta le potenzialità, accrescendone le possibilità applicative</strong>.</p>
<p>Il punto di forza, credo che stia proprio nel fatto che la <a title="Soluzioni Geospaziali | Inova S.p.A." href="http://www.inovaos.it/offerta/soluzioni-geospaziali/" target="_blank">Location Intelligence</a> può essere utilizzata sia da chi vive di solo GIS sia da chi sfrutta le capacità della Business Intelligence tradizionale, offrendo notevoli vantaggi ad entrambi.</p>
<p><em><strong>Durante il percorso di tesi hai partecipato al Google Summer of Code 2009. Raccontaci questa esperienza.</strong></em></p>
<p>È un’esperienza di per se molto interessante, ed il fatto di aver avuto la possibilità di farla all’estero, l’ha resa davvero straordinaria. Non ho avuto dubbi fin dall’inizio, quando ho deciso di chiedere di partecipare: credo che la possibilità per uno studente di <strong>poter affrontare un lavoro “reale” su un progetto “reale”</strong> valga molto più di tanti esami.</p>
<p>Ho imparato molto da questa esperienza, sia a livello professionale che umano, e ringrazio Inova e OSGeo per la possibilità che mi è stata data.</p>
<p><em><strong>Cosa vuol dire per te “Open Source”?</strong></em></p>
<p><a title="Passione Open Source | Inova S.p.A." href="http://www.inovaos.it/chi-siamo/passione-open-source/" target="_blank">Open Source</a> per me significa <strong>libertà di scelta</strong>. Ormai l’informatica è entrata nelle case di tutti e spesso non avere a disposizione determinati strumenti può rappresentare un disagio anche a livello sociale. Dare la possibilità a chiunque di disporre di tali strumenti, ormai fondamentali, credo sia sinonimo di <strong>civiltà e democrazia</strong>.</p>
<p><em><strong>In che tipo di azienda vorresti lavorare?</strong></em></p>
<p>Mi piacerebbe lavorare in un’azienda di Information Technology che faccia dell’informatica non solo un mestiere, ma anche una <strong>passione</strong>, e che abbia come caposaldo la creatività e la valorizzazione dei propri dipendenti. Insomma non credo che mi piacerebbe lavorare in un’azienda che fa informatica come se fosse una fabbrica a catena di montaggio.</p>
<p><em><strong>Come puoi essere contattato?</strong></em></p>
<p>Il mio indirizzo e-mail è gio.onofri [at] gmail [dot] com</p>
<p><em><strong>Grazie Giovanni ed in bocca al lupo per tutto!</strong></em></p>
<p>Grazie a voi e&#8230; crepi il lupo!
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		<title>Altro che &#8220;Nativi Digitali&#8221;, gli Over 60 amano il VoIP</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>
		<category><![CDATA[VoIP]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Negli ultimi mesi si fa un gran parlare di &#8220;Nativi Digitali&#8221;, cioè di quelle persone che sono nate e cresciute con le tecnologie digitali come i computer, Internet, telefoni cellulari e MP3.
Il CNR, insieme a Current TV e al NIC, hanno lanciato proprio in questi giorni la campagna «Nativi digitali», finalizzata alla diffusione della cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/02/nonni_digitali.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-102" title="nonni_digitali" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/02/nonni_digitali.jpg" alt="" width="480" height="200" /></a></p>
<p>Negli ultimi mesi si fa un gran parlare di<strong> &#8220;Nativi Digitali&#8221;</strong>, cioè di quelle persone che sono<strong> nate e cresciute con le tecnologie digitali</strong> come i computer, Internet, telefoni cellulari e MP3.</p>
<p>Il CNR, insieme a Current TV e al NIC, hanno lanciato proprio in questi giorni la<strong> campagna <a title="Un milione e mezzo di «nativi digitali»" href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_febbraio_20/nativi-digitali-carlotta-deleo-1602507809154.shtml" target="_blank">«Nativi digitali»</a></strong>, finalizzata alla diffusione della cultura di Internet nelle scuole, che metterà al lavoro un milione e mezzo di studenti di oltre tremila istituti superiori della Penisola, con l’obiettivo di far conoscere agli studenti le norme nazionali e internazionali che consentono il funzionamento della Rete e, in particolare, il ruolo svolto dal Registro .it, l’organismo che da oltre vent’anni assegna e gestisce i domini a targa italiana.</p>
<p>A destare maggiore stupore (almeno in me) è però un&#8217;altra categoria di <em>&#8220;TechLovers&#8221;</em>: gli Over 60, meglio conosciuti come <strong>&#8220;Nonni Digitali&#8221;</strong>.</p>
<p>Secondo i dati <strong>Istat</strong>, infatti, dal 2005 al 2009, proprio la fascia di età 60-74 anni e oltre ha infatti fatto registrare la <strong>percentuale maggiore di incremento nell&#8217;utilizzo di computer</strong> rispetto al resto della popolazione, con una media del <strong>+81% </strong>circa di utilizzatori.</p>
<p>Le funzioni più utilizzate dai Nonni Digitali sono le<strong> e-mail</strong>, la lettura di <strong>siti d’informazione</strong>, la <strong>ricerca</strong> di informazioni sui temi più vari. Ma anche e-commerce e&#8230; <strong>VoIP</strong>!</p>
<p>Una gran molla che spinge gli Over 60 ad utilizzare il web è rappresentata, infatti, dal<strong> risparmio di tempo e denaro</strong> che i servizi online possono portare, e il <strong>VoIP è uno di questi</strong>:<strong> il 13,1% dei 60-64enni e il 16,4% dei 65-74enni</strong> utilizza il <strong>VoIP </strong>per le proprie conversazioni telefoniche, e circa l&#8217;11% di entrambe le categorie effettua regolarmente videochiamate.</p>
<p><strong>Nonni Vs Nativi = 1-0&#8230; Palla al centro!</strong>
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		<title>Italia ultima dei G7 per ICT e comunicazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 09:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche e Dati]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Italia fanalino di coda tra i paesi del G7 per ICT e comunicazioni. Di più: quart&#8217;ultima assoluta davanti solo a Ungheria, Polonia e Grecia. Dominano Svezia, Stati Uniti, Norvegia, Danimarca, Olanda e Finlandia.
Questo il risultato del Connectivity Scorecard 2009, studio realizzato dalla società di consulenza LECG che si concentra sui parametri che riguardano l&#8217;utilizzo delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/02/italia_connectivity_score1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-76" title="italia_connectivity_score" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/02/italia_connectivity_score1.png" alt="" width="480" height="200" /></a></p>
<p>Italia <strong>fanalino di coda</strong> tra i paesi del G7 per <strong>ICT e comunicazioni</strong>. Di più: <strong>quart&#8217;ultima assoluta</strong> davanti solo a Ungheria, Polonia e Grecia. Dominano Svezia, Stati Uniti, Norvegia, Danimarca, Olanda e Finlandia.</p>
<p>Questo il risultato del <a href="http://www.connectivityscorecard.org/">Connectivity Scorecard 2009</a>, studio realizzato dalla società di consulenza LECG che si concentra sui parametri che riguardano l&#8217;utilizzo delle <strong>tecnologie di comunicazione</strong> e il loro effetto sulla prosperità economica e sociale.</p>
<div id="attachment_77" class="wp-caption aligncenter" style="width: 427px"><img class="size-full wp-image-77" title="italia_vs_svezia" src="http://blog.inovaos.it/wp-content/uploads/2010/02/italia_vs_svezia.jpg" alt="" width="417" height="384" /><p class="wp-caption-text">L&#39;Italia confrontata con la Svezia</p></div>
<p>Il <strong>&#8220;caso Italia&#8221;</strong> lascia perplessi persino gli autori della ricerca, che nel d<a href="http://www.connectivityscorecard.org/images/uploads/media/Italy.pdf" target="_blank">ocumento dedicato all&#8217;overview della situazione del BelPaese</a> arrivano a scrivere:</p>
<blockquote><p>As in 2008, Italy is one of the disappointments of the Connectivity Scorecard. The size of its economy suggests it  should perform much better, but instead it finds itself at the wrong end of the table in the company of former  communist eastern European nations.</p></blockquote>
<p>Secondo il professor <strong>Leonard Waverman</strong> della London Business School, creatore della classifica nel 2008, in Italia &#8220;<em>mentre l&#8217;infrastruttura per i clienti privati è messa in risalto da buoni tassi di abbonamenti 3G, la <strong>presentazione della banda larga è bassa</strong> e l&#8217;uso di Internet da parte dei consumatori può essere descritto al massimo come moderato&#8221;</em>.</p>
<p>Resistenza all&#8217;adozione tecnologica (dovuta anche all&#8217;<strong>invecchiamento della popolazione</strong>), connettività business deludente, <strong>scarsa diffusione e-commerce</strong>, poca spesa tecnologica da parte delle aziende, etc&#8230; sono tra i principali problemi identificati dal Connectivity Scorecard a cui attribuire l&#8217;arretratezza dell&#8217;Italia.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>7G4K66Z2D5ZU</strong></span>
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