Open Source, Software Libero e diritto d’autore: che confusione!

Open Source non è uguale a Software Libero. Software Libero non vuol dire Senza Diritto d’Autore.

Cerchiamo di fare chiarezza. Tutto nasce dal fatto che la Corte Costituzionale è intervenuta (bocciandola) su una legge regionale del Piemonte che disponeva la non applicazione del diritto d’autore al software libero.

Ad essere stato dichiarato illegittimo, nello specifico, è stato l’articolo 1 della legge regionale n. 9 emanata dal Piemonte il 26 marzo 2009: la disposizione, pur affermando di voler garantire la diffusione del software libero, faceva molta confusione sulle sue caratteristiche.

L’articolo 1, comma 3, della legge bocciata disponeva, infatti, che “alla cessione di software libero non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 171-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633″. Non si sarebbero dovute applicare, cioè, le disposizioni della normativa nazionale a protezione del diritto d’autore.

Volendo escludere l’opzione che alla Regione Piemonte servisse una legge così per difendere interessi interni (vogliamo escluderla? escludiamola…) resta quella che il legislatore piemontese avesse evidentemente in mente il concetto: software libero = assenza di regole.

Come si può leggere nella stessa sentenza della Corte Costituzionale:

[...]anche il software cosiddetto “libero” costituisce un’opera dell’ingegno e, pertanto, è oggetto di diritto d’autore come ogni altro programma per elaboratore.

[...] In sostanza, ciò che distingue il software libero da quello proprietario è il differente contenuto dell’accordo negoziale (licenza), posto a fondamento della disciplina dei diritti di utilizzazione del programma; e la scelta circa l’adozione dell’uno o dell’altro modulo negoziale appartiene alla volontà dell’utente.

Quindi non “il software libero non ha licenze da rispettare”… ma “il software libero è software pubblicato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo e che ne incoraggia lo studio, le modifiche e la redistribuzione”.

La parola libero non implica la possibilità di utilizzare tale software in maniera indiscriminata: il software libero è comunque soggetto ad una licenza d’uso.

Da Wikipedia leggiamo:

Rispetto al software proprietario, la licenza d’uso del software libero permette di:

  • eseguire il programma per qualsiasi scopo;
  • accedere al codice sorgente del programma, studiarlo ed eventualmente modificarlo;
  • ridistribuirlo in un numero di copie illimitato.

La licenza d’uso pone comunque in genere i seguenti vincoli:

  • gli autori precedenti del software devono essere menzionati anche nelle versioni modificate, lasciando intatto il loro copyright;
  • in seguito ad una modifica, non è possibile applicare una licenza d’uso incompatibile con la licenza originaria o che vada contro le norme della licenza stessa. Per esempio chiunque può riemettere del software pubblicato sotto LGPL usando la licenza GPL (tale operazione è anche chiamata upgrade della licenza), mentre non è possibile fare il contrario (naturalmente se non si è il detentore unico del copyright);
  • normalmente, nella licenza, vi è una clausola che sancisce la non usabilità del software se non si rispetta la licenza d’uso o se una o più norme della stessa licenza non sono valide per termini di legge;
  • quando si distribuisce un codice binario occorre o distribuire insieme anche i sorgenti o garantire per iscritto la possibilità a tutti gli utenti di venirne in possesso dietro richiesta ed al solo costo del supporto.

Essendo la disponibilità del codice sorgente uno dei requisiti fondamentali che accomuna il software libero ed il software open source, spesso si è indotti a considerare i due concetti equivalenti, ma in realtà non lo sono.

Un software si può definire libero solo se garantisce quattro “libertà fondamentali”:

  • Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.
  • Libertà di studiare il programma e modificarlo.
  • Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo.
  • Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.

Un software è, invece, open source se i termini secondo i quali viene distribuito rispondono alla Open Source Definition dell’Open Source Initiative (OSI).

La lista delle licenze open source (secondo la definizione OSI) e la lista delle licenze libere (secondo la definizione della Free Software Foundation) sono quasi coincidenti, ma ci sono alcune eccezioni (per una panoramica si può consultare la Comparazione di licenze libere sempre su Wikipedia).

Che sia free o open, in ogni caso dietro c’è un AUTORE e il suo DIRITTO da rispettare.

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